Padova Ebraica Veneto Segreto

PADOVA EBRAICA: UN TOUR CON VENETO SEGRETO

Amici viaggiatori, oggi vi portiamo assieme all’Associazione Veneto Segreto alla scoperta della Padova del quartiere ebraico

Come? Non sapevate dell’esistenza di un quartiere ebraico o di una meravigliosa sinagoga all’interno del centro storico di Padova? Allora bisogna rimediare!  

Preparate le vostre scarpe più comode e un paio d’occhi che hanno voglia di meravigliarsi, perché sarà un racconto davvero entusiasmante!

Partiamo!

DOVE SI TROVA IL QUARTIERE EBRAICO A PADOVA

Come sempre, diamo qualche informazione “geografica”: il quartiere ebraico di Padova è racchiuso in un brano del centro storico che ha come asse principale la Via San Martino e Solferino, da cui si incrociavano un tempo le porte dell’ex ghetto.

Si può facilmente raggiungere il principio dell’ex ghetto ebraico dal lato meridionale della centralissima Piazza delle Erbe.

Perché l’area era così “sorvegliata”, addirittura da avere ben quattro porte?

Per rispondere a questo interrogativo, chiamiamo in causa la nostra bravissima guida di Veneto Segreto, che ci ha raccontato qualcosa sugli intrecci tra la città ed il popolo ebraico.

Uno dei palazzi cinquecenteschi del quartiere ebraico.
Uno dei palazzi cinquecenteschi del quartiere ebraico.

PADOVA E IL POPOLO EBRAICO

Forse molti di voi non lo sanno, ma il connubio sociale tra la città di Padova e il popolo ebreo affonda le proprie radici nell’Alto Medioevo: infatti, le prime famiglie ebree iniziarono a stabilirsi in città a partire dal XIII secolo.

Gli ebrei emigrarono quasi naturalmente nel comune padovano poiché era città universitaria, che accettava sia studenti cristiani che ebrei, dando a questi ultimi possibilità di essere accolti negli alloggi dello studentato.

Tra il 1200 ed il 1300 – con le persecuzioni da parte di Spagna e Germania – la comunità inizia ad allargarsi ed i componenti delle diverse famiglie vogliono entrare attivamente nell’economia della città.

Peccato, però, che essi furono categoricamente esclusi dalle Corporazioni!

I Carraresi e la svolta degli ebrei nelle attività

Con l’ascesa dei Carraresi – signori di Padova a cavallo tra il ‘300 e il ‘400 – la comunità ebraica inizia ad avere un proprio ruolo nell’economia cittadina: infatti, tagliati fuori dalle Corporazioni, essi divennero i principali prestatori di denaro del Comune.

Grazie ai Da Carrara, la comunità raggiunge un certo sviluppo e diverse famiglie vedono anni di benessere e tranquillità.

IL FONDACO DEI FABBRI E PALAZZO STROZZI

Le prime due architetture che ritroviamo a via San Martino e Solferino sono il Fondaco dei Fabbri e Palazzo Strozzi: quest’ultimo era di proprietà della famiglia toscana di banchieri, mandata in esilio dagli stessi medici.

Palla Strozzi scelse Padova proprio per essere un centro culturale ed artistico, dotato di una prestigiosa università!

Il complesso di Sant’Urbano e l’Università

Proseguendo per qualche metro, ritroviamo il complesso conventuale di Sant’Urbano, di cui oggi restano poche aule. L’importanza storica di questo luogo risiede nel fatto che una parte del convento era utilizzato dall’Università come alloggi studenteschi.

Vicolo del quartiere ebraico di Padova.
Vicolo del quartiere ebraico di Padova.

La modernità del governo padovano dei Carraresi sta nel fatto che, a dispetto delle persecuzioni e delle ostilità nei confronti degli ebrei, gli studenti dell’Università potevano studiare e vivere assieme, qualsiasi fosse l’estrazione sociale o l’appartenenza religiosa.

Le strozzarie, botteghe di stoffe, erano frequentate anche da studenti squattrinati che lasciavano come pegno la loro tunica, prendendo in cambio una “bolletta”: da qui il detto..restare in bolletta!

I LUOGHI DI CULTO DEL QUARTIERE EBRAICO A PADOVA

Giungiamo, infine, al piazzale della sinagoga tedesca

A questo punto, bisogna tornare al perché l’esistenza del ghetto ebraico a Padova, evento responsabile della presenza di ben tre culti all’interno della stessa area!

Oltre a quella tedesca, infatti, esisteva una sinagoga spagnola ed italiana. 

Scorcio della Sinagoga Tedesca nel quartiere ebraico.
Scorcio della Sinagoga Tedesca nel quartiere ebraico.

L’origine del ghetto ebraico a Padova

Abbiamo già raccontato che la comunità ebraica si stabilisce in città in seguito alle persecuzioni in Germania e Spagna. Anche in Italia, a causa degli ordini monastici, iniziano ad esserci propagande ostili nei confronti degli ebrei.

A Venezia, però, per l’importanza che gli ebrei ricoprono all’interno del tessuto economico fa desistere dall’allontanarli.

Si pensa, così, a racchiuderli all’interno di un’area ben definita da porte, da chiudere a fine giornata e sorvegliare: nasce, così, il primo ghetto.

Il Papa apprezza così tanto l’idea, da applicarla – tramite bolla papale del 1555 – a Roma ed “esportarla” anche in altre città, così anche a Padova nasce il quartiere-ghetto, con i suoi luoghi di culto.

L’unificazione dei culti e l’incendio alla sinagoga tedesca.

In seguito, forse anche per la scarsità di fedeli, si decide di unificare i culti: resta, così, attiva solo la sinagoga tedesca, fino ad un incendio avvenuto nel 1918 ad opera dei fascisti.

Prima di entrare all’interno della sinagoga, passeggiamo ancora un po’ per il quartiere ebraico e ci imbattiamo in una casa che conserva traccia della mezuzah di età rinascimentale!

La mezuzah è la caratteristica di ogni casa ebrea: un oggetto posto all’ingresso contenente una preghiera che, chi varca la soglia, deve toccare e baciare.

Dettaglio del cortile della Sinagoga Tedesca.
Dettaglio del cortile della Sinagoga Tedesca.

LA SINAGOGA TEDESCA

Come capolinea del nostro tour di Padova ebraica insieme a Veneto Segreto, entriamo all’interno della sinagoga tedesca.

Qui ci accoglie una volontaria della comunità, che ci intrattiene per un po’ raccontandoci aneddoti sulla sinagoga e sul culto ebraico.

All’interno della sinagoga si pratica il culto ortodosso, ragion per cui gli scranni da cui si assiste alla funzione sono divisi tra uomini e donne.

L’interno della Sinagoga tedesca

Come ci fa notare la volontaria, gli interni della sinagoga non rispecchiano molto lo stile canonico del tempio: sia il luogo dov’è contenuta la Tōrāh, che il luogo in cui il rabbino celebra la funzione sono molto ricchi. Come mai?

La Tōrāh può essere letta solo dal rabbino o da uomini adulti che sa leggere senza punteggiatura una lingua non vocalizzata.

Abbiamo detto che la sinagoga fu incendiata nel 1918. Solo nel 1948 essa fu ricostruita da artigiani…non ebrei! Infatti gli interni ricordano molto quelli di una chiesa cristiana.

Parte della sinagoga dove il rabbino recita la Torah.
Parte della sinagoga dove il rabbino recita la Torah.

I racconti sul culto e i rituali ebraici

Inutile dire che ascoltare la volontaria raccontare di come si celebra il culto, dei riti di passaggio, delle usanze, ci ha letteralmente ipnotizzato!

Non conoscevamo molto sulla religione ebraica ed è stata una bellissima occasione di condivisione. Inoltre, ci ha emozionato ascoltare la storia della famiglia della volontaria.

Oltre alla sinagoga, è possibile approfondire la cultura ebraica visitando il Museo della Padova Ebraica al di fuori del tour guidato, in via delle Piazze.

Immergersi per qualche ora in altre epoche ed una cultura così vasta è stata un’esperienza che, come sempre, ci ha lasciati più ricchi. 

Speriamo di avervi fatto fare un piccolo viaggio virtuale e, se vi ha interessato questo tour, vi invitiamo ad approfondire le attività dell’Associazione Veneto Segreto.

A presto

Samu e Marghe

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COMMENTI

38 Comments

  1. Ho visto il cimitero ebraico di Padova poco tempo fa ora spero che sia il turno della sinagoga grazie e… Shalom!

  2. Daniele & Marilena

    Conosciamo molto bene Padova e il suo quartiere ebraico ma non siamo mai entrati all’interno della sinagoga!
    Adoriamo questi tour che permettono di scoprire delle vere chicche come queste!
    Ottimo resoconto!

  3. Non conoscevo questo profondo aspetto di Padova. L’ho sempre vista come una città estremamente cattolica e soprattutto universitaria, divisa tra rami d’ulivo, santi e dolci di Pedrocchi. Non mi farò mancare un giro in questo bellissimo quartiere la prossima volta che capiterò in zona. E dopo un salto da Pedrocchi…

  4. i quartieri ebraici delle nostre città non sono così evidenti e famosi come quelli di altre capitali, però hanno davvero molto da offrire, dovrei inserirli sempre nei viaggi che faccio

  5. Sono stata diverse volte a Padova, ma mai in questo quartiere, così ricco di di storia e di cultura. Quanto tornerò a Padova ci andrò sicuramente.

  6. Io conoscevo già la presenza del quartiere ebraico, è stata una delle tappe del mio ultimo viaggio a Padova, ma la mia è stata una visita in autonomia, tutte queste cose non le conoscevo

  7. Belli questi tour “segreti” del mio amato Veneto, non conoscevo in effetti questo lato di Padova e neppure che questa associazione organizzasse questi tour. Ottimi spunti.

  8. Non avevo idea che anche a Padova ci fosse un quartiere ebraico! Quando visito delle città li cerco spesso perché mantengono l’autenticità di un tempo! E poi si possono trovare tanti scorci e luoghi interessanti, perfetti per la mia macchina fotografica!

  9. Ciao carissimi! Ho visitato varie volte questa parte di Padova e la trovo davvero molto bella! Ancora non ho visitato la “sinagoga dei tedeschi”! Un motivo in più per tornare …

  10. Sai che non conoscevo questo lato di Padova?

  11. Lo conosco bene questo angolino di Padova perchè mi piace prendere lo spritz in uno dei bar del ghetto. é sempre bello però conoscerne la storia e le tradizioni. Bella visita.

  12. Non ho ancora avuto modo di visitare Padova, ma è nella mia wishlist. Non sapevo avesse un ghetto ebraico, mi piacciono questi quartieri ricco di storia e cultura, sicuramente non me lo perderò!

  13. Bellissimo spunto per una visita meno convenzionale di Padova. A noi piace trovare strade meno battute quindi…ottima scelta!

  14. Molto interessante questo post. Mi affascinano molto i quartieri ebraici delle varie città e ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Non sapevo l’origine del detto “restare in bolletta”. Grazie

  15. Ho avuto modo di esplorare questa zona durante un tour della città di 3 giorni. Secondo me è la zona più bella di Padova. Davvero tutto interessante, anche il vostro tour.

  16. I rioni ebraici delle città mi affascinano molto, e quando posso vado a visitarli volentieri. Ho visto il ghetto di Venezia, che è bellissimo, ma onestamente non conoscevo l’esistenza di quello di Padova, anzi, sono rimasta sorpresa nello scoprire che ne esiste uno. Un motivo in più per tornare a Padova!

  17. Wow, una visita veramente interessante! Non sono mai stata a Padova e per cui non sapevo neanche dell’esistenza del ghetto e della sinagoga tedesca, ahimè ricostruita da artigiani non ebrei che peccato! Sono certa che se avessero fatto loro, l’interno della sinagoga sarebbe stato molto diverso…! Dev’essere stato anche emozionante parlare con la volontaria della sinagoga, mi segno questa visita da fare quando andrò a Padova un giorno!

  18. Non sapevo dell’esistenza di un ghetto ebraico a Padova. Il tour virtuale attraverso il vostro racconto è stato istruttivo. Sicuramente questa visita guidata con Veneto Segreto è ottima per approfondire la storia della città.

  19. Conoscevo la comunità ebraica ortodossa di Venezia, anche se non ho avuto mai occasione di visitare il ghetto, anche li so che organizzano delle visite al quartiere. Questa di Padova proprio non l’avevo mai sentita ma dal tuo articolo leggo che è tanto interessante quanto tutte le storie legate a questa comunità che è stata protagonista di diverse persecuzioni nei secoli

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